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:. La Seconda Rivoluzione Industriale
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Dagli anni ‘70 dell’Ottocento alla prima guerra mondiale
Second comers:
Stati Uniti,
Germania,
Italia,
Russia,
Giappone, ecc.
A cosa è dovuto il loro ritardo?


Negli anni della seconda rivoluzione industriale (dalla fine dell’Ottocento alla prima guerra mondiale) cambiano le dimensioni degli scambi, cambia il sistema dei trasporti e delle comunicazioni, cambia il rapporto fra finanza e industria (con un’importanza crescente della prima), e diventa sempre più rilevante il ruolo dello stato nell’economia (si pensi, ad esempio, al protezionismo).
Per questa via, inoltre, inizia a delinearsi il “mondo globale”.

Al di là anche delle nuove potenzialità della comunicazione (a partire dal telegrafo), si tenga conto di alcuni processi economici che caratterizzano gli ultimi decenni dell’Ottocento.
La messa a coltura di nuove terre negli Stati Uniti (con l’utilizzo, anche, di nuove tecniche produttive) immette sul mercato una quantità rilevantissima di grano e altri prodotti che – grazie alla rivoluzione dei trasporti marittimi – invadono l’Europa provocando il crollo dei prezzi. Di qui la crisi agraria degli anni ottanta in Europa: l’impoverimento di massa che essa determina provoca l’espulsione dalle campagne di milioni di uomini e donne: è l’avvio della grande emigrazione di fine Ottocento. Le nuove potenzialità del trasporto marittimo fanno sì che essa possa dirigersi ora non solo verso altri paesi europei ma verso le Americhe. Su scala planetaria si disegna una nuova geografia sociale.

Le trasformazioni della società nell’Ottocento:alcuni esempi
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Mobilità
Fine ‘800: locomotive 100.000
carrozze 3.000.000
navi a vapore 20.000
La rottura di chiusure materiali e mentali

Alfabetizzazione e informazione
Alla fine del‘700 in Usa: 300.000 copie quotidiani e periodici.
Alla fine dell’800: 180 milioni

Urbanizzazione
-Londra:500.000 abitanti inizio ‘700
1.000.000 “ inizio ‘800
5.000.000 “ 1885

-Fine della servitù della gleba: Impero asburgico 1848, Russia 1861
-Fine dello schiavismo: colonie inglesi 1833, francesi 1848,Usa 1865
-Le grandi emigrazioni: dalla metà dell‘800 agli inizi ‘900 decine di milioni di europei varcano l’Oceano: il 65% di essi si dirige verso l’America del nord, il 25% verso l’America del sud


La crisi agraria si inserisce in un trend negativo più generale, la grande depressione: le risposte protezionistiche adottate dai diversi stati accrescono le tensioni internazionali.

Tempi moderni Video Tempi Moderni

Tempi moderni, di Charlie Chaplin (1936) ha al centro sia la moderna fabbrica fordista, caratterizzata dalla catena di montaggio, sia la “grande crisi” del 1929. Sin dalle immagini iniziali (la folla delle ora di punta è assimilata a un gregge di pecore), il film si presenta come una denuncia delle nuove forme di illibertà, di dipendenza, di “omologazione” della moderna società di massa.
Lo stesso tema era già stato al centro di un altro film-simbolo: Metropolis, di Fritz Lang (1927): in esso, che si svolgeva in un immaginario 2026, era previsto il dominio assoluto di una élite che gode i vantaggi della civiltà industriale su masse sterminate di uomini, che ne pagano i costi sociali.




Foto Emigranti USA

Emigranti italiani a Ellis Island, 1905


Emigranti a New York

Alcuni emigranti stipati sul ponte di una nave da Anversa a New York

Le immagini della seconda rivoluzione industriale ci sono riconsegnate dalla fotografia e poi dal cinematografo.
FIAT
Fiat grandi Presse 1935.
PER APPROFONDIRE............
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David S. Landes, Prometeo liberato, Einaudi 1993
Eric J. Hobsbawm, Lavoro, cultura e mentalità nella società industriale, Laterza 1986
Eric J. Hobsbawm, L’età degli imperi 1875-1914, Einaudi 1987
Sidney Pollard, La conquista pacifica. L’industrializzazione in Europa dal 1760 al 1970, Il Mulino 1984